Un giorno probabilmente anche io avrò un figlio.
E lo chiamerò Paride.
Quando Paride mi chiederà: ”Babbo dov’eri quando c’è stato il G8?”
“Pressapoco al secondo, figlio mio, ero ad un matrimonio”
“Addio” mi dirà Paride il mio bambino bello.
Sabato 21 Luglio ero ad un matrimonio, un matrimonio praticamente in Svizzera.
Esco alle 8 del mattino, torno alle 10 di sera.
Gonfio, Satollo, incazzato e preoccupato per gli amici in Liguria.
A mezzanotte, quando scoppiano i nuovi casini sto ascoltando in mutande Radio Popolare.
Non resisto.
Mi vesto e vado là.
In redazione sono in cinque e quaranta telefoni che suonano, uno degli inviati è dentro la Diaz e dice che gli sbirri stanno entrando spaccando tutto.
Io tremo e il conduttore on air anche, vedo la mano che appoggia la bottiglia sulla mensola metterci un po’ di più del dovuto.
Il capo redattore mi chiede se devo andare in onda, rispondo di no e che sono lì se per caso hanno bisogno di una mano.
Si… ti prego rispondi ai telefoni, prendi appunti… fai tu.
Mi metto davanti al telefono.
Le notizie volano, la gente chiama, aria di golpe in giro.
Consolo una mamma che piange che suo figlio è giù da venerdi e non lo sente da un pezzo, il cellullare è staccato, avete un elenco degli arrestati? piange a dirotto e faccio fatica a non piangere anche io.
Uno che chiama per il numero della diretta.
Uno incazzato.
Ragazzi a Genova che dicono che in piazzale Kennedy ci sono gli elicotteri a venti metri da terra e pare di essere in Vietnam.
Telefonate telefonate telefonate.
Uno che mi dice: stai attento… mi raccomando….ti voglio bene. (a me?)
Due a cui dico io di stare attenti.
Qualcuno chiama dalla macchina, chiedo se ai caselli ci sono dei posti di blocco ma no… no… e grazie al cielo i treni arrivano regolari, non c’è nessuno in assetto antisommossa ad attenderli alla stazione.
E io mi sento in Cile.
Telefonate, aggiunte, smentite, precisazioni.
Il vicequestore di Genova in onda, parla e mi sembra Lino Banfi in “Il commissario Lo Gatto”.
Dice cazzate per dieci minuti, mi chiedo dove diavolo hanno preso un imbecille come quello…
Scrivo rapide veline con la pennabic, le passo a qualcuno, controlla, dice grazie.
Ad un certo punto cade il segnale radio e i telefoni che suonano diventano mille.
Aria di golpe.
vihannooscuratovihannooscuratovihannooscurato, dicono in duecentotrenta al telefono.
Ma no ma no… l’onda c’è di nuovo era solo l’ISDN che era partita per un momento…
Io fumo.
Poi chiama Elena.
Elena dice che vuole parlare con qualcuno finchè non arriva alla stazione, perchè così se la portano via qualcuno lo sa visto che è rimasta da sola.
Io ci parlo.
La faccio un po’ ridere.
La guido con una fotocopia di un tuttocittà di Genova.
Stiamo facendo un video game le dico.
Lei ride.
Si rilassa.
Ecco ecco, vedo la stazione! ci sono dei ragazzi! grazie!
Arriva in stazione sana e salva.
Telefonano gli inviati, io non so passare la telefonata alla diretta e faccio casino, ma poi ci riesco capendo bene come si fa.
Che bisogna schiacciare “erre” e aspettare un cazzo di bipp che mica me l’avevano detto di aspettare il bippp.
Il Gr anticipa l’Ansa di una bella mezz’ora.
Commentiamo sconcertati la versione ufficiale della polizia.
Gente che chiama.
Appunti, veline senza le tette vergate in pennabicblu.
Un po’ di paura
E se venissero qui?
Ma no.
Uno che dice che hanno portato via gli hard disk dalla sede del Gsf… hanno messo delle webcam nascoste e hanno le prove.
Un’altro che a ha visto un sacco di polizia a Gallarate e pensa che ci sia un colpo di stato ma magari è una rapina, non so, io comunque te l’ho detto.
Due che chiamano, dicono che hanno blindato e sgomberato il Carlini, lasciano il loro numero, controlla per favore e richiamaci.
Lo faccio. E’ tutto a posto. Li richiamo. Ringraziano. Macelli.
Una che chiama e dice: “ho sentito bene? hanno portato fuori dal Diaz uno con la testa staccata?!?!?!”. No, no, ha detto: “Testa spaccata”. E lei: “Ah! cazzo…”
E io mi preoccupo per la plausibilità di una “testa staccata” in una notte simile.
Mamme.
Donne.
Ragazzi che voglio dire la mia su oggi… dammi la diretta ma non posso scrivere.
Uno che dice di avere delle foto.
Uno che dice che le foto le mette sul sito.
Due che la Panda ha fuso e sono sulla Cisa.
Uno che chiama e cerca Albertino per il remix di Candela… ma ha sbagliato mondo e radio.
Una che ha perso il cane a Genova, se puoi dirlo che qualcuno me lo riporti ti lascio il numero.
Uno che ha trovato un cane.
Ma è un altro.
Uno che hanno fermato in circonvallazione il pulmino di un centro sociale.
Un’altro che gli sbirri all”autogrill gli hanno sequestrato la videocamera e aperto i rullini della macchina fotografica.
Sigarette.
Poi alle 4.30 il telefono non suona più.
Qualcuno va via. Anche io.
Saluto e mi dicono grazie.
E io mi sento un po’ meglio.
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